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Opere Restaurate

Le opere d’arte originarie finalmente “a casa”

Le opere d’arte originarie della Ca’ di Dio, dopo l’importante restauro del complesso architettonico sansoviniano, rientrano finalmente “a casa”, dopo essere state oggetto di restauro e manutenzione conservativa.

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Sculture del XV Sec. 

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Sculture del XVIII Sec. 

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Dipinti del XVIII Sec. 

Jacopo Sansovino e la Ca’ di Dio

Approfondimento della Dott.ssa Agata Brusegan – Responsabile Servizio Valorizzazione del Patrimonio Culturale I.P.A.V.

Con i suoi oblò e fumaioli, più propriamente canne fumarie, Jacopo Sansovino, Architetto della Repubblica, progetta nel ‘500 una nuova nave-casa, attraccata al molo del bacino di San Marco.

Una nave di pietra che idealmente fa rotta verso la Terrasanta, per riportare a casa pellegrini e crociati feriti, malati, stremati da anni lontano da casa, reduci di una avventura spirituale sì, ma anche atrocemente fisica.

L’origine della Ca’ di Dio risale infatti al Medioevo e Sansovino costruisce sulla fondazione duecentesca, convertendo il ricovero per crociati, oramai obsoleto, in un ospizio per donne, ben conscio dell’eredità storica del luogo, ma altrettanto sicuro nel perseguire la sua idea di modernità al passo con i tempi nuovi del pieno Rinascimento.

Lo storico Manfredo Tafuri si sofferma su questa fabbrica riflettendo su quanto Jacopo qui scelga, o sia indotto dal suo committente (lo Stato), a rinunciare ad ogni riferimento all’Antico, o meglio, a ridurlo, con spirito ascetico e spartano, a frasi solo accennate. E dentro a questo silenzio formale vi inserisce pochi frammenti allusivi, meri accenti di architettura.

 

L’arredo artistico prima e dopo l’intervento di Jacopo Sansovino

Dott.ssa Laura De Rossi, consulente storica dell’arte I.P.A.V. Fondazione Venezia Servizi alla Persona

Le opere d’arte originarie della Ca’ di Dio, dopo l’importante restauro del complesso architettonico sansoviniano, rientrano finalmente “a casa”, dopo essere state oggetto di restauro e manutenzione conservativa.

Superstiti dell’antico arredo artistico sono complessivamente 7 opere che possiamo dividere in due gruppi cronologicamente distinti: due sculture risalenti al XV secolo e un insieme di due sculture e 3 dipinti della metà del Settecento.

Le due sculture quattrocentesche risalgono ad almeno un secolo prima della ricostruzione sansoviniana che vide un’audace slittamento dell’antica chiesetta alto medievale verso il sedime attuale, corrispondente allo spazio che oggi è la hall dell’hotel. La minuta e graziosa Madonnina di alabastro gessoso, che richiama un’antica tradizione scultorea del Medioevo francese e il bassorilievo policromo in pietra con Cristo benedicente sono la testimonianza dell’arredo della chiesa precedente demolita da Sansovino e che lo stesso volle recuperare ricollocandole nell’oratorio di nuova costruzione. In particolare la Madonnina, che venne posta in una edicola esterna, in facciata, appositamente pensata dall’Architetto ad emblema simbolico dell’ospizio, come logo.

Questa rimarrà esposta in facciata per secoli, esposta agli agenti atmosferici, finché negli anni ’80 del ‘900, a causa del deterioramento molto avanzato dell’alabastro, si deciderà, dopo un restauro, di ricoverare la scultura all’interno.

Felicissima si è rivelata la scelta dei progettisti di VOIhotels di far realizzare una copia della Madonnina da ricollocare nell’originaria edicola, per restituire all’opera (senza comprometterne la conservazione) la sua funzione di protettrice del luogo e di simbolo visibile a tutti.

La realizzazione di questa copia con tecniche innovative che aprono nuove prospettive nel campo della conservazione ed il restauro, è il risultato di una fattiva collaborazione fra la Soprintendenza, la proprietà e VOIhotels con l’apporto altamente professionale dei restauratori di Mauve e della ditta FabLab che ha realizzato la copia in 3D.

A breve le due sculture troveranno la loro sede definitiva in uno spazio a loro dedicato all’interno dell’hotel, esposte in vetrine appositamente progettate per proteggerle e al contempo valorizzarne la bellezza.

Sono invece già state ricollocate tutte le 5 opere facenti parte dell’arredo settecentesco: il ciclo pittorico di tre pale che rappresentano l’ultimo importante intervento decorativo dell’oratorio commissionato al pittore Giuseppe Angeli (allievo di Giambattista Piazzetta) verso la metà del XVIII secolo e due grandi sculture in pietra. Ancora oggi possiamo vedere come l’interno dell’aula sia dotata di tre altari che accoglievano le tre pale dell’Angeli, di questi, l’altare maggiore reca un timpano triangolare di forme classicheggianti che è affiancato da queste due statue, poggiate su mensole, rappresentanti San Francesco e Sant’Ignazio di Loyola.

Del ciclo pittorico fanno parte l’olio su tela con ‘San Francesco Saverio, San Giovanni Nepomuceno e Santa Caterina da Siena” e il suo pendant “San Giovanni della Croce, Sant’Antonio da Padova e Santa Teresa”; mentre l’opera senz’altro più interessante, perché spalanca una finestra sulla storia delle origini della Ca’ di Dio, intersecando politica e religione, è senz’altro la pala più grande, quella per l’altare maggiore nella quale il doge Pietro Orseolo I si spoglia degli abiti dogali al cospetto della Madonna.

 

La Madonnina in Alabastro gessoso

Approfondimento di Martina Serafin – Titolare di Seres

La presente a descrizione delle lavorazioni realizzate allo scopo di riprodurre in scala originale l’antica statuetta in bianco alabastro gessoso (materiale altamente solubile in acqua) di altezza 64 cm, raffigurante una madonna con bambino posta storicamente sul prospetto principale dell’edificio. A causa dell’esposizione esterna, la scultura è stata sottoposta nel tempo a cicli di gelo e disgelo che hanno causato diverse fratture e degradi importanti che hanno compromesso la scultura. A seguito di accurate valutazione ed analisi, in accordo con la competente Soprintendenza, si è deciso nella sostituzione della stessa con una copia fedele all’originale così da poter successivamente conservare il bene originale all’interno della struttura.

In collaborazione con lo studio Fablab Venezia – Digital Fabrication & Social Innovation, la statua è stata digitalizzata attraverso la tecnologia di scansione 3d a luce strutturata. Si tratta di una tecnologia non a contatto, che non prevede quindi interazione diretta con il manufatto e che si serve di proiezioni luminose per rilevare la morfologia degli oggetti. Il modello digitale risultante è quindi una copia fedele all’originale. Successivamente il modello digitale è stato riprodotto in positivo tramite stampa 3d con tecnologia a filamento in materiale bioplastico, ad alta risoluzione.

Il modello fisico stampato in 3d ha costituito la base per la produzione di uno stampo in silicone e gesso, che ha dato origine infine alla replica tridimensionale definitiva che è stata poi affidata alla ditta Seres srl, per la fase di post-produzione nella quale è stata riprodotta pittoricamente per riprodurre le stesse condizione dell’originale a seguito del restauro da parte dalla ditta Mauve srl.

Pietro Orseolo si spoglia degli abiti dogali al cospetto della Madonna con il Bambino

Giuseppe Angeli

1762. Olio su tela centinata,
cm 263 x 150,5.
Venezia, Ca’ di Dio
(Collezioni I.P.A.V.)

San Francesco Saverio, san Giovanni Nepomuceno e santa Caterina da Siena.

Giuseppe Angeli

Olio su tela, cornice dorata e sagomata
cm 180 x 135
Venezia, Ca’ di Dio
(Collezioni I.P.A.V.)

San Giovanni della Croce, Sant’Antonio da Padova e Santa Teresa

Giuseppe Angeli

Olio su tela, cornice dorata e sagomata
cm 180 x 135
Venezia, Ca’ di Dio
(Collezioni I.P.A.V.)

Madonna con il Bambino

Scultore del XV secolo

Scultura in alabastro gessoso
h.cm 64
Venezia, Ca’ di Dio
(Collezioni I.P.A.V.)

San Francesco

Scultore veneto del XVIII secolo

Scultura in calcare tenero di Vicenza
h.cm 165 ca.
Venezia, Ca’ di Dio
(Collezioni I.P.A.V.)

Sant’Ignazio di Loyola

Scultore veneto del XVIII secolo

Scultura in calcare tenero di Vicenza
h.cm 165 ca.
Venezia, Ca’ di Dio
(Collezioni I.P.A.V.)

Pietro Orseolo si spoglia degli abiti dogali al cospetto della Madonna con il Bambino

Giuseppe Angeli

1762. Olio su tela centinata,
cm 263 x 150,5.
Venezia, Ca’ di Dio
(Collezioni I.P.A.V.)

San Francesco Saverio, san Giovanni Nepomuceno e santa Caterina da Siena.

Giuseppe Angeli

Olio su tela, cornice dorata e sagomata
cm 180 x 135
Venezia, Ca’ di Dio
(Collezioni I.P.A.V.)

San Giovanni della Croce, Sant’Antonio da Padova e Santa Teresa

Giuseppe Angeli

Olio su tela, cornice dorata e sagomata
cm 180 x 135
Venezia, Ca’ di Dio
(Collezioni I.P.A.V.)

Madonna con il Bambino

Scultore del XV secolo

Scultura in alabastro gessoso
h.cm 64
Venezia, Ca’ di Dio
(Collezioni I.P.A.V.)

San Francesco

Scultore veneto del XVIII secolo

Scultura in calcare tenero di Vicenza
h.cm 165 ca.
Venezia, Ca’ di Dio
(Collezioni I.P.A.V.)

Sant’Ignazio di Loyola

Scultore veneto del XVIII secolo

Scultura in calcare tenero di Vicenza
h.cm 165 ca.
Venezia, Ca’ di Dio
(Collezioni I.P.A.V.)